domenica 22 settembre 2013

Il Museo della Macchina da Scrivere conserva la mia vecchia Olivetti

Gli strumenti per scrivere non sono fondamentali per un poeta, a me basta un foglio di carta qualsiasi ed una matita vecchia, l'importante è scrivere. Come forse avrete già avuto occasione di capire osservando alcune riproduzioni degli originali che talvolta pubblico in queste pagine, quando mi faccio cogliere dall'estro creativo scrivo sul primo pezzo di carta che mi capita sottomano per fermare le idee ed, in seguito, rielaborarle un pochino quando lo ritengo necessario, ma capita che certe volte la prima stesura sia quella buona e poi serva solo trascrivere ciò che si è fatto. 
Da ormai più di 20 anni un mio caro amico mi aiuta a trascrivere le mie opere con l'ausilio del computer, anche per riordinare tutto e poi consegnare il lavoro salvato alla tipografia, ma anch'io come tutti gli scrittori ho usato una macchina da scrivere che circa 4 anni fa ho deciso di donare ad un museo molto particolare ed unico in Italia.
Umberto Di Donato è un ragioniere che ha capito l'importanza di raccogliere strumenti meccanici per la scrittura già tanti anni fa, addirittura nel 1959. All'inizio era una passione dettata forse da una forma di gratitudine verso degli apparecchi che utilizzava, come tantissime persone a quei tempi, per lavoro; col tempo la ricerca sistematica di pezzi rari diede vita ad una vera collezione, ora famosa nel mondo. Il Museo della Macchina da Scrivere nacque il 17 novembre del 2007, quando Umberto ritirò da un amico un negozio a tre luci in via Luigi Federico Menabrea, 10 a Milano ed iniziò ad esporre pubblicamente le sue amate macchine per la scrittura.

Umberto Di Donato s'affaccia all'ingresso del suo museo

Nel Museo della Macchina da Scrivere, tra tanti pezzi rari, ci sono gli strumenti utilizzati personalmente da personaggi importanti, come scrittori, giornalisti, parlamentari, professori ed anche la macchina da scrivere di un umile vagabondo, ovvero la mia vecchia Olivetti Et Compact 60, una macchina elettrica molto facile da usare ed abbastanza silenziosa.

La mia Olivetti Et Compact 60

Umberto ha raccolto negli anni più 1200 apparecchi per scrivere, non sono tutti esposti al museo perché manca lo spazio per farlo e molti  pezzi doppi vengono prestati per eventi o manifestazioni di vario tipo organizzate dal museo o da altri.  Per me è un onore ed un piacere vedere la mia Olivetti esposta, insieme ai miei libri, tra tante macchine che hanno contribuito a velocizzare la scrittura, divulgare tanti documenti e rendere più chiari i contenuti di quello che si ha da dire. 
Negli anni, in tanti hanno buttato in discarica quelli che, dopo l'avvento del computer erano considerati soltanto degli strumenti obsoleti, ma che adesso sono diventati rari e ricercati anche da altri musei pubblici che non hanno avuto la stessa lungimiranza di Di Donato.
Perfino il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano ha proposto di acquisire (a zero euro) la collezione personale di Umberto, ma lui pur avendo tante spese per questa sua passione ed offrendo a tutti i visitatori l'ingresso gratuito al suo museo, ha declinato una tale proposta e prosegue unicamente con le proprie forze economiche, coadiuvato da alcuni volontari che ricevono i visitatori, a tenere aperto uno spazio unico in Italia che di recente ha fornito 64 macchine da scrivere ad una produzione di raicinema che per titolo aveva nientemeno che: "Olivetti, la forza di un sogno". E' un po' triste che nemmeno la Olivetti abbia saputo conservare le macchine prodotte nei propri stabilimenti, ma così vanno le cose nel nostro paese, se non fosse per l'iniziativa privata di qualche individuo dalla mente sveglia, ben poco rimarrebbe nel tempo delle opere dell'ingegno italico.

Il Museo di Umberto Di Donato è un luogo molto interessante sul quale vorrei ritornare in futuro per raccontarvi meglio dei pezzi qui conservati ed esposti; per ora posso dirvi che tra le macchine da scrivere esposte troviamo la Odell del 1887; la Williams 1 Curved del 1891 della quale furono costruiti solo 1650 esemplari; la Blockenasderfer del 1895; la Mignon AEG del 1903; la Perkins Brille della fine del 1800 per non vedenti. Molte macchine commemorative, speciali, come un apparecchio per scrivere in codice braille, o altri strumenti usati per scrivere in diversi alfabeti come l'alfabeto ebraico, l'arabo, il cinese e il cirillico. Non mancano altre preziose curiosità come macchine da scrivere giocattolo, o calcolatrici meccaniche di inizio 1900, o apparecchi di vario tipo, come proiettori cinematografici, macinini da caffè e macchinette per la compilazione delle schedine della sisal.

Se avete intenzione di visitare il museo di via Menabrea 10, potete farlo nelle giornate di apertura: martedì, venerdì e sabato, dalle 15 alle 19. Oppure potete fissare un appuntamento telefonando ad Umberto Di Donato al seguente numero di telefonia mobile: 347.8845.560

Armando Bruzzesi