martedì 26 novembre 2013

martedì 19 novembre 2013

Musica

Arditi suoni
melodie tu cerchi.
L'onda giovane
del sentire
offre ottimismo.

A.B.

Un amico musicista, del quale non ricordo il nome, conosciuto quando frequentavo l'ambiente dei club milanesi negli anni 1960.


venerdì 15 novembre 2013

Pensare ed imparare

40 

Chi impara ma non pensa è perduto, chi pensa ma non impara è in pericolo.

A. B.

Un mio semplice disegno fatto con le dita

mercoledì 13 novembre 2013

Due immagini a confronto

Armando Bruzzesi, poeta 1989
Dominik Tatarka,  scrittore 1968

Non è mia intenzione paragonare artisticamente, o porre Armando allo stesso livello culturale di uno dei più grandi scrittori cecoslovacchi del secolo scorso, desidero solo proporre due immagini simpatiche che possono denotare un temperamento combattivo ed una certa ironia di fondo in due personaggi che hanno avuto tante cose da dire e diversi problemi da affrontare e, probabilmente, anche qualcosa in comune.
Casualmente, tempo fa, curiosando tra i documenti di Armando, come spesso mi capita di fare per trovare nuovi elementi che possano mettere in luce nuovi episodi della sua vita, o qualche verso inedito da poter utilizzare in questo blog, o da conservare per una nuova raccolta di liriche,  ho trovato una sua fotografia, credo scattata quasi una trentina di anni fa, o forse più, del re dei barboni in un atteggiamento un po' strano, ma divertente. Armando in questa fotografia era nudo non so bene in che stanza o in che edificio si trovasse (nemmeno lui seppe spiegare, quando lo interpellai per avere spiegazioni, su dove fosse durante quell'insolita esibizione), dalla presenza del rosario sul muro direi che potrebbe essersi trovato in un asilo notturno, oppure forse ospite dei suoi fratelli, se non in qualche dimora temporanea, ma questo, infondo è solo un dettaglio di poco conto. Il soggetto è illuminato dalla luce di un flash fotografico oppure di una lampada dalla luce intensa e mal orientata. Pur trattandosi di un'immagine non molto pulita, scattata da un fotografo anonimo, ho recuperato questo ritratto tagliando la parte inferiore dell'immagine dove si intravedeva parte del corpo in ombra, con il proposito di concentrare l'attenzione dell'osservatore sul volto e la mimica declamatoria tipica di Armando. 
Da poco, ho conosciuto l'importanza dell'opera e l'integrità morale di uno scrittore slovacco, simbolo di un popolo in uno dei momenti più difficili della sua storia. Effettuando delle ricerche sul web è emersa una fotografia di Dominik Tatarka che subito ho ricollegato a quella di cui vi ho appena parlato.
Qui, lo scrittore dissidente ha i capelli scompigliati, si trova in un esterno, seminudo, la luce proviene dalla sua destra ed anche in questo caso il rapporto di contrasto contribuisce a conferire una certa drammaticità alla scena. Tatarka sembra inveire contro qualcuno con la stessa espressione del nostro poeta vagabondo, tra l'infuriato ed il divertito, agitando un pugno in tono minaccioso, anziché tenere la mano semiaperta, come per offrire più slancio alle proprie parole, come fa Armando. Questa forse è la differenza più sostanziale (oltre alla presenza del rosario ed all'uso del B/N anziché del colore) tra due ritratti molto simili che accostati tra loro acquisiscono ancora più forza espressiva.
Continuando le mie ricerche sul web, ho trovato un duplicato di un provino a contatto ed ho scoperto che in realtà, anche la fotografia di Tatarka è stata reinquadrata per ottenere il taglio che vi ho proposto. Questo fatto, rende il parallelismo tra le due immagini prese in considerazione ancor più stretto ed insolito e mi induce a ricercare altre opere dello scrittore slovacco per conoscere meglio i suoi scritti e la sua vita. wdm_photo.

Il formato originale della fotografia che ritrae D. Tatarka, detto Tak. 
Si ringrazia www.webumenia.sk per le immagini qui riprodotte.








lunedì 11 novembre 2013

Sensualità


39 

 L'amore è la poesia dei sensi.

Armando Bruzzesi


Alla Stazione delle FS di Varese, 1993 wdm_photo



sabato 9 novembre 2013

Dopo l'intervento chirurgico sto meglio

Sono ancora ricoverato al Policlinico San Matteo di Pavia, sono qui esattamente da un mese, tutti mi trattano molto bene, prendendosi cura di me con dedizione e serietà. Sono stato operato per l'asportazione di un nodulo che verrà sottoposto ad analisi approfondite, le mie giornate sono un po' noiose, ma scorrono tranquillamente, passo il tempo leggendo e pensando alla mia vita, al mio futuro, a quello che ancora mi aspetta, con la speranza di poter portare avanti i miei progetti letterari ai quali tengo molto e mi danno la forza di andare avanti. Tra le tante difficoltà che ho dovuto affrontare, era piombata su di me questa nuova condizione di malattia indefinibile che mi ha molto preoccupato, ma che sento di poter sconfiggere. Adesso capisco perché negli ultimi tempi mi sentivo sempre debilitato, credevo si trattasse di un malessere psichico, di una forma subdola di depressione, invece il mio corpo ha espulso un malessere interno che covavo in me da anni, forse causato anche dal non aver avuto sufficientemente riguardo per me stesso e la mia persona. Ho avuto tanto amore per gli altri, ma ho finito per trascurare un po' troppo me stesso.

Sono ancora io o sono un'altra persona?

Non siete voi a guardare me,ma sono io a guardare voi!

Mi sento meglio

Insieme a Mattia

Ognuno di noi, nel corso della propria esistenza incontra molti dubbi alla ricerca della propria strada, io quando avevo circa 40 anni, l'età che ha adesso l'amico Mattia, o poco meno, cambiai tutto.  Allora capii che non ero destinato ad una vita semplice, ho molto sofferto ma questa sofferenza è stata frutto di una mia libera scelta e mi ha aiutato ad affrontare meglio la mia controversa personalità e ad elaborare meglio i miei pensieri.
La poesia per me è una forma d'espressione sintetica e vera alla quale non ho più potuto rinunciare; non servono tante parole per capirsi, ma è necessario toccare le corde giuste, anche se talvolta occorre esprimersi più con la fantasia e le immagini che con dei concetti precisi. 

Leggere è bello ed importante quanto scrivere

Soffro per non potermi muovere come vorrei, mi piace andare in giro per la città, scambiare due parole con tutti, fermarmi in un bar per mezz'ora e poi fare quattro passi in centro, so d'essere un po' irrequieto, però sono così, per me è difficile star troppo tempo fermo in un posto. Per fortuna la settimana prossima dovrei uscire da quest'ospedale.
Ringrazio gli amici che sono venuti a farmi visita, mi ha fatto piacere, anche se forse non ho pienamente dato questa impressione. Non mi piace essere di peso a nessuno, per questo tante volte accetto la solitudine come unica compagna.

 La vita ed i suoi segni

Siamo tutti perennemente alla ricerca di qualcosa, i più fortunati sanno quello che cercano, gli altri brancolano nel vuoto e come degli insetti impazziti vagano avanti e indietro ripercorrendo sempre le stesse strade, incessantemente.
Mattia vorrebbe andare in Australia, non gli interessa tanto quello che troverà, cerca un futuro come tanti giovani, o meno giovani che hanno intenzione di vivere autonomamente una propria avventura esistenziale e sono pronti ad accettare quello che la vita destinerà per loro.
Essere artefici del proprio futuro o subirlo passivamente?
Si può improntare il proprio percorso in tante maniere, ma ciò che realmente determina il nostro cammino è l'imponderabile, l'imprevisto, la sorpresa qualcosa che non si può programmare in alcun modo. Ho la massima stima per le persone che si sentono padrone del proprio destino, per coloro che sanno da sempre ciò che faranno, è importante avere fiducia in se stessi, nelle proprie capacità, avanzare nel mondo sapendo dove si vuole arrivare, ma agire in questo modo può anche precluderci tante bellissime possibilità e contatti casuali capaci d'arricchire il nostro spirito più che la nostra borsa. Trovare un equilibrio è fondamentale ed è quello che io auguro a tutti voi che mi seguite ed apprezzate le mie parole. L'avventura continua, domani saremo ancora insieme. Armando

sabato 2 novembre 2013

venerdì 1 novembre 2013

Utile a sapersi

37 

Saper distinguere l'utile dall'inutile consente di arrivare alla soluzione perfetta.

A Villapia di Parabiago negli anni 1980