martedì 21 gennaio 2014

Un fiore di Prato

Tanti anni fa, come ho già avuto modo di raccontarvi in precedenti pagine di questo mio diario che raccoglie gran parte dei miei scritti, pensieri ed immagini, vivevo a Prato e facevo il sarto. Eravamo agli inizi degli anni 1960, io ero ancora abbastanza giovane e pieno d'entusiasmo, credevo che lavorando avrei potuto dare dignità alla mia vita e già mi facevo strada nel mio settore: allora ero conosciuto come il mago del taglio perché mi bastava dare un'occhiata ai miei clienti per poi tagliare un vestito su misura, senza prendere le misure o fare alcuna prova. 
Non ricordo molto di quegli anni, so che ero sempre molto impegnato, abitavo in via Siena al numero 5, in una zona un po' periferica, ma il mio negozio era in centro, in via Santa Margherita, anche se non saprei più dire a che numero. Poco lontano, in via dei Saponai, conoscevo un materassaio molto bravo, un poco più grande di me, dal quale avevo acquistato dei materassi e col quale ogni tanto parlavo del più e del meno.
Lui, come capitava a quei tempi, già all'età di 15 anni aveva iniziato a lavorare come tappezziere per rivestire poltrone e divani,  si chiamava Loris Cangioli ed era nato nel 1922, era sposato ed aveva una bella bambina, sempre sorridente, che avrà avuto 5 anni.
Quel periodo a Prato e in altre città della Toscana lo ricordo come un bel momento della mia vita. Poi il mio destino cambiò ed io divenni un vagabondo.
Pur continuando a girovagare per l'Italia, già negli anni 1980/1990 mi fermavo spesso a Pavia, forse perché qui c'era un'attenzione particolare per le persone come me che riuscivano a trovare con facilità un letto dove dormire ed un piatto di minestra presso qualche struttura d'accoglienza per i poveri.
Non sempre si ricordano i volti che si incontrano, però è bello quando si viene accolti con un sorriso.
Negli ultimi anni, il Comune di Pavia mi ha concesso in affitto un piccolo appartamento in centro e mi segue, come segue molti anziani della città, con molta attenzione, non facendomi mancare niente. Io mi rendo conto di non essere più quello di un tempo, infatti raramente mi sposto da Pavia e solo se qualcuno mi accompagna. 
Sono indipendente, sono in grado di fare molte cose, ma certe volte quasi mi dimenticavo di mangiare o di occuparmi della casa. 
Da quasi un mese, due o tre volte alla settimana, il Comune mi manda una donna in aiuto per qualche ora, per preparami un piatto di minestra e per svolgere altri lavori.
Questa signora si chiama Tiziana e dice d'avermi incontrato nel 1996 a Pavia, quando io frequentavo il dormitorio pubblico di via Lunga e lei già svolgeva la sua attività come operatrice sociale.
Tiziana, nonostante sia a Pavia da più di 20 anni, ha un forte accento toscano, così le ho detto che anche io ho vissuto in Toscana per diversi anni. 
Parlando, scopro che lei è nata a Prato ed era la figlia di Loris, il mio amico materassaio.
Vengo a sapere che Loris morì nel 1979, che Tiziana ha un compagno scrittore e una figlia a Milano laureata in antropologia.

Insieme a Tiziana

E' bello ritrovare un amico o un amica, per me l'amicizia vera è una delle cose più importanti, non sempre vengo capito, ma non importa, cercherò di sintetizzare questo mio pensiero con una poesia che dedico a tutte le genti di buon cuore.

L'amicizia

L'amicizia è come un fiore
senza petali non ha colore
senza foglie non ha cuore
senza rugiada non ha umore
e senza terreno coltivato smette d'esistere
e di profumare.

Armando, re dei barboni